Dicembre 2007 Archivi

Sono utente Ubuntu fin dalla beta di Warty (Ottobre 1994), ma negli ultimi tempi ho cominciato a notare fin troppi comportamenti indesiderati e una crescente "pesantezza" del sistema.
Ho quindi deciso di cambiare, almeno per qualche tempo, e la scelta è caduta su Arch Linux, il cui motto è "una distribuzione Linux semplice e leggera".
Dopo essermi abituato a degli installer tuttofare che rendono la vita molto più facile ma che fanno perdere parte del fascino di un'installazione Linux, mi sono ritrovato a configurare praticamente tutto a mano, come succedeva all'epoca dei miei primi approcci con il pinguino.

Il risultato è un sistema veloce, reattivo e leggero, senza processi inutili e configurato in base alle mie esigenze.
Di certo non è una distro per tutti, per lo meno in fase di installazione, ma se si vuole imparare qualcosa di più su Linux è di certo una scelta migliore rispetto ad alternative più user-friendly.
Il supporto della comunità Arch è molto utile, il parco software ricco ed aggiornatissimo e Pacman (il gestore dei pacchetti) è davvero funzionale.

Per quanto resti affezionato ad Ubuntu, ho come l'impressione che difficilmente tornerò indietro dopo aver provato Arch Linux...

Ubuntu tips (17)...

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Se come me ne avete abbastanza dei frequenti freeze che Compiz provoca in Ubuntu Gutsy ma non volete rinunciare a qualche effetto grafico come le trasparenze reali e le ombre, una alternativa semplice è utilizzare una release instabile di Metacity con compositor integrato; la sto testando da quando era ancora in svn, e non ho riscontrato alcun problema sensibile a fronte di una buona fluidità dei movimenti e di risposta ai comandi (con una ATI 9600).
La procedura di installazione (scritta nel modo più semplice possibile) è la seguente:
sudo gedit /etc/X11/xorg.conf
Aggiungere le righe seguenti:
Section "Extensions"
Option "Composite" "enable"
Option "render" "true"
Option "damage" "true"
EndSection
Salvare il file.
Installare alcune dipendenze:
sudo atp-get install autoconf gettext gnome-common libgconf2-dev libglib2.0-dev libgtk2.0-dev
Inserire i seguenti comandi:
wget http://ftp.gnome.org/pub/GNOME/sources/metacity/2.21/metacity-2.21.5.tar.gz
tar -xvf metacity-2.21.5.tar.gz
cd metacity-2.21.5
sudo apt-get build-dep metacity
./configure
make
sudo make install
gconftool-2 --set /apps/metacity/general/compositing_manager --type bool true
Aprire il menu:
Sistema -> Preferenze -> Sessioni -> Aggiungi ->
Nome: a scelta
Comando: metacity --replace  
Riavviare il sistema.

Se tutto è andato a buon fine dovreste vedere le ombre dietro alle finestre e lo sfondo dei terminali trasparente (sempre che l'abbiate attivato nelle preferenze del vostro profilo).
Devo ammettere di aver sempre avuto una certa curiosità sulle dinamiche delle code in autostrada, soprattutto sul passaggio ondulatorio tra un'andatura sostenuta e delle soste più o meno prolungate anche in assenza di incidenti.
Sembra che dei matematici abbiano riprodotto tale fenomeno con un modello che indica come causa dei blocchi l'eccessiva intensità della frenata di un unico conducente (!) in occasione di eventi inaspettati.
Questo rallentamento improvviso costringerebbe le auto che lo seguono a diminuire la loro velocità con un'intensità proporzionale alla distanza dal primo conducente, fino ad arrivare all'interruzione del traffico anche diversi chilometri e minuti dopo che questa "onda che si muove all'indietro" è stata attivata.

Possibile soluzione al problema sarebbe evitare una diminuzione eccessiva della velocità, magari servendosi di un'apposito dispositivo elettronico installato sull'auto.

Già dal titolo (Subcritical Hopf bifurcations in a car-following model with reaction-time delay) si capisce come l'articolo sia dedicato a lettori con un certo background matematico, ma se siete abbastanza curiosi da darci un'occhiata potreste scoprire come bonus cos'è una Biforcazione di Hopf.
Quando vi capita un'altra occasione così? :-)
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Commenti Recenti

Marco su "Un motivo in più per passare a MT 4.2...":
Ciao Simone! In effetti mi sono posto il dubbio anch'io visto che ho intenzione di effettuare un po' di modifiche (ho impressione che il look Mid-Century diventerà fin troppo utilizzato :-). L'uso come template set è forse più adatto per utenti che vogliono un prodotto già pronto e completo...
Simone Carletti su "Un motivo in più per passare a MT 4.2...":
E' un ottimo template, l'ho curiosato con ammirazione e ne ho integrato un paio di funzionalità. Personalmente però consiglio di non installarlo come template set (il nuovo sistema di template di MT 4.2) bensì mantenere il template set a Classic Blog e sovrascrivere i template che si desidera usare. C'è il rischio che questo template set in futuro cambi nome e, allo stesso tempo, ho notato anche che la migrazione a questo template set comporta la cancellazione di molti template predefiniti, come quelli per i widget. Questo non accade se si adottano i template singolarmente.
schuck su "Calabrone a 320 bpm...":
esatto, intendo quell'Herman..ah, è "Li" e non "Lee"? ho inglesizzato un cognome china :D Si, in effetti alla lunga diventa stancante...beh..mi sa che tutte le canzoni dei Dragonforce alla lunga rischino di diventarlo: quelle poche che ho sentito mi son sembrate tutte uguali..ma quando un mio amico mi ha passato il video di "Trough the fire and flames" (non li consocevo) sono rimasto di sasso!! ho sentito che però lui "velocizza" i suoi pezzi al pc...pensi che possa essere vero? dovrei sentire un live..
Marco su "Calabrone a 320 bpm...":
Se intendi Herman Li dei Dragonforce, è un bel fenomeno. Peccato che dopo un po' certi tecnicismi estremi e fini a se stessi tendano a stufare. :-D
schuck su "Calabrone a 320 bpm...":
probabilmente il pezzo si presta, comunque le vibrazioni della mano destra sono impressionanti... pazzesco!!! ps: a proposito di fenomeni della velocità conosci "herman lee"?
schuck su "Foto #9...":
hola, magister... ma che fine hai fatto!?
Gaidjos su "Sai vedere in stereoscopia?":
ma come cavolo fate?
Marco su "Foto #9...":
E cosa dovrei farle Gin, una vasca olimpionica? :-)
Marco su "Introduzione all'astrobiologia...":
Ciao Fabrizio! Se ti interessa l'argomento, un buon punto di partenza (e di arrivo :-) è la NASA. http://astrobio.net/
Fabrizio su "Introduzione all'astrobiologia...":
sono interessato allo studio dell'astrobiologia
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